di Danilo Rosone

Esattamente come accaduto nella gara di andata – match che segnò l’esordio di De Feudis sulla panchina rossoblù – L’Aquila non riesce ad andare oltre lo zero a zero con un’Ancona in crisi di risultati e reduce da appena tre punti racimolati (frutto di tre pareggi) nelle ultime sei uscite ufficiali.
Ancora in evidenza l’assoluta difficoltà da parte dell’undici abruzzese di trovare la via del gol: basti pensare che in quattro delle ultime cinque gare di campionato Banegas e soci sono riusciti nell’ “impresa” di restare a secco, anche al cospetto di avversari (leggasi Roma City e Notaresco) invischiati nella lotta per non retrocedere.
Un ruolino di marcia impietoso, che – oltre ad allontanare L’Aquila persino dal secondo posto (occupato sempre più saldamente dal Teramo) – rischia ora di trasformare questo finale di stagione in una lenta ed inesorabile agonia.
La cronaca. Mister De Feudis si affida al classico 4-3-3, proponendo il difensore Scognamiglio nel ruolo di “play-maker” davanti alla difesa guidata da capitan Brunetti; in avanti spazio al tridente con Persano punta centrale, supportato ai lati da Banegas e Giampaolo.
Il tecnico ospite Gadda risponde con il canonico 3-5-2: Codromaz comanda la retroguardia, Alluci rappresenta il “faro” della linea mediana, mentre il tandem offensivo è composto da Varriale e da bomber Martiniello.
Nei primi minuti è L’Aquila a fare la partita, ma il pericolo maggiore arriva allo scoccare del quarto d’ora dalle parti di Michielin, il quale si fa trovare pronto su una percussione di Martiniello.
Due occasioni sull’asse Banegas-Persano al 22′: prima il “Pocho” cerca col mancino Persano, che si fa deviare il tiro da un difensore; poi sul successivo corner è sempre l’argentino ad imbeccare il compagno di squadra, il quale di testa non inquadra lo specchio.
L’Ancona prova a sfruttare gli spazi in contropiede, ma le azioni significative latitano.
Anzi, al 37′ sono i locali ad andare vicinissimi al vantaggio: un errore di Useini in fase di impostazione innesca Zuccherato, che serve un “cioccolatino” a Giampaolo, ma l’attaccante (ex di turno) sbaglia incredibilmente a tu per tu con Laukzemis.
Al 43′ ancora Giampaolo si divora una clamorosa palla-gol, sparando alto dopo essersi nuovamente presentato indisturbato al cospetto del portiere ospite.
Nel secondo tempo ti aspetti un’Aquila arrembante, alla costante ricerca del gol del vantaggio.
Ed invece – ad eccezione di un’altra occasione inopinatamente sciupata all’11’ da Persano – gli uomini di De Feudis non riescono più a creare grattacapi alla formazione dorica.
Ne consegue una fase soporifera del match, sporadicamente interrotta dalla girandola di sostituzioni operate dai due allenatori.
Solo nel finale di gara, arriva un sussulto da parte dei locali: sortita del neo-entrato Misuraca che serve Russo, ma il suo mancino viene neutralizzato dall’uscita attenta di Laukzemis.
È l’ultima emozione di una contesa, che certifica la deludente annata sportiva condotta dai sodalizi di due Capoluoghi di regione, chiamati sin da ora a gettare le fondamenta in vista della prossima stagione.
L’AQUILA – ANCONA 0 – 0
L’AQUILA (4-3-3): Michielin; Gueli, Alessandretti, Brunetti, Di Santo; Del Pinto, Scognamiglio, Zuccherato; Banegas, Persano, Giampaolo. All: De Feudis. A disp: Negro, Savor, Tropea, Mantini, Aversa, Maglione, Misuraca, Belloni, Russo.
ANCONA (3-5-2): Laukzemis; Magnanini, Codromaz, Rovinelli; Pecci, Gulinatti, Alluci, Useini, Azarunwa; Martiniello, Varriale. All: Gadda. A disp: Bellucci F., Bellucci N., Merighi, Giannelli, Marino, Sare, Bikovskis, Battistini, Belcastro.
ARBITRO: Giuseppe Morello di Tivoli.
ASSISTENTI: Filippo Todaro di Finale Emilia e Dragos Alexandru Mariut di Asti.